Fraccastoro con Finlombarda nell’avviso per opere e servizi in PPP

Da Finlombarda 200 milioni per i progetti di Partenariato Pubblico Privato

Come rappresentato anche dalle testate giornalistiche di settore nell’ottobre 2016, l’avviso predisposto a valere sulla linea di intervento c.d. “Credito PPP” è stato oggetto di incarico affidato all’Avv. Giorgio Fraccastoro e ad un team di professionisti dell’omonimo Studio tra i quali Alice Volino e Roberto Fornarola.

La Linea di credito pubblica, ha recentemente precisato il Sole 24 Ore nell’inserto Edilizia & Territorio, è stata prevista “per un plafond di 200 milioni di euro, per sostenere opere pubbliche in PPP, ha l’obiettivo di attivare investimenti per circa un miliardo di euro. Prestiti a lungo termine, in affiancamento con quelli bancari, a beneficio di imprese aggiudicatarie di concessioni o altre forme di PPP previste dal Codice dei contratti pubblici“.

Come si legge nel citato articolo di Edilizia & Territorio  “L’iniziativa è di Finlombarda, la finanziaria della Regione Lombardia, sarà lanciata mercoledì 21 febbraio con un avviso alle imprese per la richiesta di finanziamento. I prestiti sono riservati alle imprese con sede legale e operativa in Lombardia, ma in realtà basterà aprire una sede in regione (della società di scopo) dopo aver vinto l’aggiudicazione del Ppp. I finanziamenti (capex, per coprire gli investimenti, o Vat facility, per anticipare i crediti Iva maturati in fase di costruzione), sono infatti riservati alle imprese (o raggruppamenti) già aggiudicatarie di gare; vanno cioè a colmare quel “vuoto” che spesso blocca le iniziative di Ppp dopo l’aggiudicazione, cioè la difficoltà di ottenere il “closing finanziario” (e cioè trovare banche finanziatrici)“.

L’obiettivo della linea di credito di Finlombarda è quello “di sostenere progetti di investimento (di imprese private o di concessionari di Ppp) che per livello di rischio o durata del finanziamento le banche private non finanzierebbero. In Italia è stato massicciamente usato tramite l’azione della Bei, ma a beneficio soprattutto di investimenti di imprese private nel settore industriale o dell’energia, così come la Bei finanzia in Italia soprattutto Pmi (con linee di credito dedicate) o pubbliche amministrazioni (Fs, ministeri) in alternativa all’indebitamento pubblico con titoli di Stato“.

L’avviso, predisposto sulla base del parere reso dall’Avv. Fraccastoro e dallo stesso revisionato, definisce tutti i dettagli e aprirà la strada alle domande delle imprese aggiudicatarie di PPP.

L’articolo di Edilizia e Territorio conclude fornendo, poi, ulteriori indicazioni utili precisando che “L’operazione è a tempo indeterminato, salvo ovviamente l’esaurimento del plafond, i 200 milioni messi sul piatto da Finlombarda (Regione Lombardia). Fonti della finanziaria regionale fanno comunque sapere che c’è la volontà e ci sono le risorse per allargare il raggio d’azione, qualora il successo fosse tale da esaurire il fondo. L’operazione è “in sinergia” con il sistema bancario: Finlombarda ha già avviato da mesi consultazioni con banche di sistema italiane, banche locali e anche banche internazionali, e dopo la pubblicazione del bando procederà alla firma di convenzioni-tipo con un gruppo di queste. «Avremo banche sia locali che di sistema, italiane e straniere – spiegano a Finlombarda – Contiamo su un effetto leva di uno a cinque, cioè i nostri 200 milioni, aggiungendosi ad altri prestiti da parte delle banche convenzionate e dell’equity dei promotori dovrebbe sostenere investimenti per circa un miliardo di euro». Ma qual è il “valore aggiunto” del plafond di Finlombarda? Cosa avete in più – chiediamo – rispetto alle banche private? «Conosciamo i progetti cantierabili – rispondono – avremo un ruolo di selezione e verifica dei progetti, un lavoro che spesso le banche non sono in grado di fare». Per i suoi compiti istituzionali Finlombarda è convinta dunque di conoscere gli enti locali, le imprese e i progetti lombardi meglio di chiunque altro, e dunque farà una selezione di merito che evidentemente ridurrà il rischio per le banche. «Inoltre – spiegano – abbiamo strumenti tecnici, indici, per valutare la bontà, l’affidabilità delle amministrazioni pubbliche. Infine, terzo punto, possiamo dare prestiti a lungo termine, fino a 20 anni, che le banche non concedono più. Le banche daranno la loro quota a 7-8 anni, mentre noi andremo oltre. La quota bancaria potrebbe se necessario essere rifinanziata con bond o altri prestiti bancari, dopo i 7-8 anni»“.

http://www.ediliziaeterritorio.ilsole24ore.com/art/ambiente-e-trasporti/2018-02-16/una-spinta-project-finance-plafond-finlombarda-finanziare-vincitori-ppp-173135.php?uuid=AEWMQa1D

 

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