Gli advisor nell’annullamento del provvedimento dell’AGCM per la presunta intesa nel mercato dei servizi di manutenzione sulla rete Telecom

Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso presentato da Telecom Italia e altre imprese di rete (Alpitel, Ceit Impianti, Sielte, Sirti, Site e Valtellina) volto a ottenere l’annullamento del provvedimento con cui l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) aveva comminato a tali società sanzioni per oltre 30 milioni di Euro per un’intesa per oggetto consistente nel coordinamento delle offerte sottoposte a Wind e Fastweb in risposta a delle richieste di quotazione dei servizi di manutenzione sulla rete Telecom.

In sede di appello al Consiglio di Stato, le ricorrenti hanno ribadito quanto già espresso nel corso dell’istruttoria antitrust, ossia che la mancata liberalizzazione del mercato dei servizi di manutenzione – e dunque l’impossibilità per le imprese di rete di erogare tali servizi direttamente in favore di Wind e Fastweb – era incompatibile con l’accertamento di un’intesa per oggetto. Secondo quanto prospettato dalle ricorrenti infatti, le condotte sanzionate dall’AGCM si innestavano in un mercato non aperto alla concorrenza e pertanto non erano idonee ad alterare le dinamiche competitive.

Condividendo tali argomentazioni, il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso evidenziando che le richieste di quotazione di Wind e di Fastweb erano improcedibili poiché avevano ad oggetto un mercato non liberalizzato. Ha così annullato il provvedimento dell’AGCM ritenendo che il presunto coordinamento rilevato dall’AGCM non integri un illecito antitrust.

La sentenza è particolarmente rilevante nel panorama del diritto antitrust italiano poiché, dopo anni di dibattito, ribadisce quanto già stabilito dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, ossia l’obbligo delle autorità di concorrenza di non trincerarsi dietro il concetto di intesa per oggetto quando il contesto di riferimento richiede di verificare nel dettaglio se le condotte oggetto di indagine sono effettivamente in grado di alterare le dinamiche competitive.

Nell’ambito del giudizio, Telecom Italia è stata affiancata da BonelliErede, con un team composto dal partner Claudio Tesauro e dal senior associate Giorgio Bitonto, e dallo Studio Legale Andrea Zoppini. BonelliErede ha agito altresì al fianco di Ceit Impianti, con un team composto dal partner Francesco Anglani e dall’associate Marta Contu.

Lo Studio Legale Cugia Cuomo & Associati ha assistito Alpitel con gli avvocati Fabrizio Cugia di Sant’Orsola e Pietro Cuomo.

Sielte è stata affiancata dallo Studio Legale Fraccastoro, con un team composto dal fondatore avv. Giorgio Fraccastoro, coadiuvato dalle senior associate Alice Volino ed Eleonora Franco.

Sirti è stata assistita da DLA Piper e dallo Studio Legale Clarizia, con un team composto dal partner Domenico Gullo e dal Prof. Avv. Angelo Clarizia, insieme agli avvocati Matteo Bozzo e Paolo Ziotti.

Lo studio legale internazionale Gianni, Origoni, Grippo, Cappelli & Partners ha assistito Site con un team composto dai partner Alberto Pera, Piero Fattori, Salvatore Spagnuolo e Antonio Lirosi, coadiuvati dall’associate Andrea Pezza.

Lo Studio Legale Piselli & Partners ha assistito Valtellina con i partners avv. Pierluigi Piselli e avv. Emilia Piselli, coadiuvati dal prof. avv. Angelo Lalli e dall’avv. Riccardo Piselli.

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